Napoli. «Sono arredi spostabili
in un minuto il Comune ha fatto un errore grave»

Napoli. «Sono arredi spostabili
in un minuto il Comune ha fatto un errore grave»


di Maria Giovanna Capone

Le luci spente, i tavolini accatastati, le sedie impilate in un angolo. Su piazzetta Rodinò calano le ombre della notte e tra i dehors degli esercizi commerciali sotto sequestrato si aggira lo spettro dei licenziamenti. Sei le strutture sigillate ieri pomeriggio dalle 16 in poi nel corso di un'operazione condotta dal comandante Gaetano Frattini dell'Unità operativa della polizia municipale di Chiaia, e dal tenente Gabriele Salomone della pg della municipale. Alle attività commerciali viene contestata un'occupazione di suolo che risulta «difforme dal progetto d'ambito approvato e da quanto autorizzato dal Servizio polizia amministrativa con la predetta concessione, con particolare riferimento alla tipologia degli arredi installati».



«Le uniche difformità sono i teli di plastica, le stufe riscaldanti, un paio di botti e degli sgabelli, tutto spostabile in un attimo» precisa Giancarlo Graziani, l'architetto che è tecnico di parte di tutte le attività presenti sulla piazzetta che contesta il sequestro avvenuto e promette battaglia al Comune di Napoli. Venti giorni fa infatti erano state raggiunte da una diffida della direzione del Servizio polizia amministrativa per «conformare l'occupazione di suolo al progetto d'ambito approvato. Però continua Graziani le installazioni di arredo sono conformi, precise in ogni virgola: il perimetro, gli ombrelloni, tutto. Il problema vero è un altro: siamo di fronte a un errore burocratico tra uffici comunali che non dialogano tra loro».



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