Macbook Pro contro Surface Studio: va in scena la sfida dei super-pc tra Apple e Microsoft

Macbook Pro contro Surface Studio: va in scena la sfida dei super-pc tra Apple e Microsoft


di Andrea Andrei

Una cosa è certa: dalla guerra dei pc andata in scena negli ultimi giorni fra Microsoft e Apple, i consumatori escono a dir poco confusi. Certo, le novità presentate dall'azienda di Redmond prima e da quella di Cupertino poche ore più tardi sono senz'altro degne di nota. Peccato però che se gli utenti si aspettavano che alla fine dei due keynote avrebbero avuto almeno due nuove alternative d'acquisto, alla fine per la maggior parte di loro è arrivata l'amara consapevolezza che il pc sta diventando qualcosa di sempre più inaccessibile e orientato al mondo professionale. D'altronde il proliferare dei cosiddetti 2 in 1, ibridi fra laptop e tablet che alternano produttività e intrattenimento, aveva lasciato intuire una deriva di questo tipo.

Microsoft ha presentato il suo primo computer fisso, Surface Studio, e un portatile, Surface Book i7 (anche se quest'ultimo probabilmente non arriverà in Italia), che strizzano l'occhio alla creatività mettendo coraggiosamente in discussione la filosofia dell'azienda, da sempre orientata al mondo del business. Una mossa accolta molto bene da critici e analisti, anche se per alcuni si tratta di un modo per sfidare Apple sul suo stesso terreno, copiandone per molti versi lo stile. A Cupertino di novità ce n'è stata invece una sola, il MacBook Pro. Una scelta, quella di Apple, che lascia aperti parecchi interrogativi, a cominciare dal destino degli altri modelli di laptop (primo fra tutti il MacBook Air) e degli iMac, i computer fissi.

Non è un mistero che, almeno esteticamente, è proprio a questi ultimi che si ispira il Surface Studio di Microsoft. Un grande schermo touch da 28 pollici con una definizione ultra-hd superiore al 4K che all'occorrenza può inclinarsi fino a 20 gradi, trasformandosi in una sorta di tavolo da lavoro sul quale poter interagire con le dita, con una speciale penna, o con il Surface Dial, una piccola manopola che può essere posizionata direttamente sullo schermo e che permette di controllare diverse funzioni del computer, come selezionare filtri e colori, oppure scorrere una timeline. Il tutto in un design elegante e minimalista.

IL TOUCH
In realtà, nel 2010 Apple brevettò un'idea simile ma Steve Jobs la bocciò. Il guru della Mela era contrario a un grande schermo touch perché, diceva, è faticoso mantenere il braccio in alto per un periodo di tempo prolungato. E a giudicare dalla Touch Bar, il piccolo display Retina a barra posto sopra la tastiera a sostituire i tasti funzione che è poi la principale novità introdotta nei MacBook Pro insieme al lettore di impronte digitali Touch Id, la casa di Cupertino è rimasta fedele ai principi del suo fondatore. Apple infatti sperimenta così un nuovo modo di interagire con il computer, portando sul laptop parte dell'esperienza tattile tipica dei dispositivi mobili senza rinunciare al display classico. La barra luminosa è infatti completamente personalizzabile, e può assolvere le funzioni più disparate, dal modificare il carattere o il colore di un testo fino a rispondere alle mail o all'inviare emoticon, passando per l'interazione con i più famosi software di montaggio fotografico, audio e video. Una cosa davvero curiosa è che, sempre nel 2010, un progetto simile era stato proposto a Microsoft da uno studente. E indovinate un po'? La casa di Redmond rifiutò.

LE QUESTIONI
Sui social network parecchi utenti hanno trovato esagerato non solo l'aggettivo con cui Apple ha presentato i nuovi MacBook Pro, definiti da Tim Cook «rivoluzionari», ma soprattutto il prezzo del nuovo laptop, la cui versione base, sprovvista di Touch Bar e Touch Id, costa 1749 euro. Per avere il display a barra il prezzo di partenza arriva addirittura a 2099 euro. Una notizia che ha sconfortato anche i fan più accaniti della Mela. È come se Cupertino infatti volesse restringere la sua gamma di laptop, eliminando il cosiddetto entry level. Il MacBook Air, la versione più economica dei portatili con la Mela è rimasto invariato da anni, e mentre la versione da 13 pollici parte da 1179 euro circa, quella da 11 pollici è andata ufficialmente in pensione. Con il risultato che chi non necessita di caratteristiche tecniche particolarmente avanzate ma non vuole rinunciare all'esperienza Apple deve accontentarsi di una tecnologia sempre più obsoleta oppure spendere una fortuna. O ancora, orientarsi sull'iPad Pro, che è però un dispositivo differente.

Microsoft si è adeguata anche in questo alla concorrenza: per comprare il Surface Studio ci vogliono addirittura dai 3 mila ai 4.200 dollari. Il pc, insomma, sta diventando roba da ricchi.

andrea.andrei@ilmessaggero.it
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